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Intervista in occasione della pubblicazione “Press collection” del magazine Laviosa Infoma

In occasione della pubblicazione del prima “Press collection” del magazine Laviosa Infoma abbiamo intervistato figure chiave della Fondazione Laviosa e della rivista: il presidente Giovanni Laviosa, il direttore della rivista Simone Di Nasso e i consiglieri Piero Starita e Simona Manfredini. La conversazione, oltre a precisare il ruolo del magazine, si è aperta a progettualità importanti.

Quando nasce “Laviosa Informa”?

Giovanni Laviosa
Laviosa Informa nasce dall’idea, condivisa in Laviosa Chimica, di trovare uno strumento per far partecipare chi lavora in azienda agli avvenimenti più significativi. Nasce come strumento di comunicazion   e all’interno dell’azienda.

Piero Starita
Volendo trovare strumenti di comunicazione per l’azienda e ispirandosi ad alcune grandi aziende che avevano utilizzato strumenti del genere, pensammo a una piccola pubblicazione alla quale dare il nome Laviosa Informa. Il momento risale a circa dieci anni fa. Laviosa Informa ha avuto momenti di maggiore e minore diffusione; adesso è il momento di dare stabilità alla pubblicazione.

Simone Di Nasso
Quando nasce “Laviosa Informa”? In origine Laviosa Informa era una sorta di ciclostile al quale aveva lavorato il geometra Paolo D’Andreagiovanni. Era uno strumento comunicativo che funzionava, ma con l’ingegner Starita si pensò di fare qualcosa di più strutturato, che riuscisse a comunicare in maniera bidirezionale, che potesse coinvolgere anche le nostre sedi estere. Ci dicemmo: “siamo livornesi, mettiamoci un po’ di pepe, un po’ di salmastro”. Ecco che abbiamo iniziato a fare il magazine in più lingue, a registrarlo in tribunale e a dargli un’allure, una veste grafica che fosse più moderna, rappresentativa della nostra volontà di stare al passo con i tempi. Abbiamo poi deciso di distribuirlo non solo internamente. Parlando a lungo per capire a chi potesse interessare, abbiamo deciso di condividerlo esternamente con le emeroteche di Livorno, di distribuirlo agli enti locali rilevanti come Capitaneria di Porto, Vigili del fuoco, Amministrazioni Locali. Tutto ciò per far pulsare la vita della Laviosa nel contesto cittadino. Piuttosto che stamparlo l’abbiamo messo on line, sul nostro sito, è stata una scelta green. C’è stata la volontà di fare qualcosa che fosse al passo con i tempi e capace di comunicare cosa siamo e cosa abbiamo fatto e che cosa vogliamo fare.

Simona Manfredini
Laviosa Informa mi ha conquistato. Parte del motivo per cui ho accettato con gioia di collaborare con la Fondazione Laviosa è stato determinato dal magazine. Mi ha molto colpito il fatto di entrare in contatto con un’impresa che non produce solo beni materiali ma che produce anche dei valori che sono resi evidenti da come è strutturato Laviosa Informa che, oltre che essere un organo di un’impresa, trasmette in modo molto evidente lo spirito che anima l’azienda e il suo interesse per il mondo che la circonda, la curiosità per il territorio in cui opera, il suo desiderio d’indagine dello stesso e, più in generale, i grandi temi della società contemporanea. A conquistarmi è stata anche la forma snella e fresca che riesce a mettere in connessione la società con la Laviosa e viceversa, in un rimpallo tra impresa e mondo in cui opera, molto stimolante.

Quale funzione ha per l’azienda il magazine Laviosa Informa?

Giovanni Laviosa
Mi sembra importante sottolineare quanto Laviosa Informa sia anche pensato per una comunicazione interna all’azienda, perché la consapevolezza di quello che fa l’azienda è un valore importante e poi indirettamente diventa anche uno strumento per far capire a quelli che ci leggono a quelli che ci stanno intorno che tipo di azienda è la Laviosa. A questo scopo riteniamo importante anche l’Annual Report.

Piero Starita
È chiaro che fin dall’inizio il problema della diffusione, della possibile utenza, è stato sempre difficile perché più ti allarghi e più rendi complicata la redazione del prodotto. Quando parlo di utenti parlo degli stakeholder, dei clienti, dei fornitori, dei dipendenti, dei settori con i quali si confronta la Laviosa.

Da circa due anni Laviosa Informa si è arricchito della “Sezione Cultura”. Quale è lo scopo e quali possono essergli elementi d’integrazione tra la prima versione e quest’ultima?

Giovanni Laviosa
L’integrazione di una sezione cultura nell’ambito di Laviosa Informa è stata una felice intuizione perché l’azienda vuole informare sul proprio operato e gli argomenti di carattere culturale ne definiscono la propria natura e la responsabilità sociale che l’azienda sente di avere. Ci piace parlare di lavoro perché questo è lo specifico del nostro operare in varie parti del mondo e poterlo rappresentare attraverso un taglio anche culturale, attraverso la fotografia ci è sembrato originale. Ho visto anche altre pubblicazioni aziendali ma il 90% di quello che ho visto insiste sull’attività e, se non per marginali eccezioni, da questo punto di vista il nostro rimane un esperimento unico.

Piero Starita
In origine Laviosa informa era focalizzato sull’azienda. L’aggiunta della cultura permette di rendere il prodotto più interessante e soprattutto aprirlo ad una platea molto più ampia.

Simone Di Nasso
Consideriamo che questa è un’opportunità, motivo di distinzione.

Simona Manfredini
La cosa che caratterizza e rende attraente Laviosa Informa è che un organo di comunicazione di un’impresa abbia una vesta editoriale ed estetica che lo nobilita. La sezione cultura amplia il respiro di Laviosa Informa e lo rende un magazine degno di una maggiore diffusione.

Laviosa Informa ha una cadenza quadrimestrale, si dà dunque per acquisito che gli articoli e i reportage che ospita abbiano un valore nel tempo. Siete d’accordo?

Giovanni Laviosa
I contenuti legati alla sezione cultura più facilmente rimangono nel tempo perché, al di là del momento in cui si realizzano una pubblicazione o una mostra, il contenuto rimane. Anche quello che accade in azienda può essere meno legato all’evento e più a una riflessione. Laviosa Informa potrebbe essere un mix tra quello che succede (aspetto importante anche perché gratifica le persone in termini di obbiettivi raggiunti) e temi di riflessione come le finalità aziendali e i valori dell’azienda che vanno oltre il momento ma che hanno comunque forte attinenza con il nostro lavoro perché parliamo dell’impostazione della rendita o del reddito.

Piero Starita
Nella vita di un’azienda qualunque argomento venga affrontato, qualunque scelta si faccia, ci sono sempre valutazione dei componenti di breve, medio e lungo termine e spesso le circostanze della vita portano a focalizzare il breve termine, meno il medio e ancor meno il lungo. Riequilibrare questa differenza, valutare la risoluzione dei problemi nel breve ma anche valutarne gli effetti nel lungo termine è importante. Il fatto che Laviosa Informa sia un quadrimestrale crea l’opportunità di valutazioni a lungo termine.

Simone Di Nasso
Nella pubblicazione di un quotidiano c’è una vita di banco delle informazioni date che si concentra in un lasso di tempo che va dalla mattina alla sera, mentre l’editoriale ha un ampio respiro che permette di leggerlo anche giorni dopo senza che l’argomento perda importanza. Il quadrimestrale può avere un taglio che magari strizza l’occhio anche a una notizia di breve ma credo che la formula dell’editoriale, ovvero dell’informazione che ha una vita di banco più di lungo periodo, sia per noi il taglio giusto.

Simona Manfredini
La trovo una formula perfetta. Quattro mesi sono un periodo giusto per non perdere d’occhio l’attualità ma allo stesso tempo il prodotto ha validità nel tempo. Riguardando i Laviosa Informa dell’anno trovo che non ci sia niente di scaduto. La formula è giusta.

Come acquisire informazioni che possano arricchire Laviosa Informa di notizie che raccontino il lavoro e coloro che lo rappresentano nei più disparati ruoli? In quale modo estendere l’interesse ai non addetti ai lavori, anche al di fuori dell’azienda?

Giovanni Laviosa
Questo è un obiettivo importante. Va declinato su questo ruolo giornalista-intervista-risposta perché così diventa meno specifico. C’è sempre un collegamento al lavoro ma che non necessariamente riguarda un evento ma la condizione del lavoro in termini più ampi che possono interessare una più larga scala di lettori.

Piero Starita
Aprirsi verso l’esterno è molto importante ma va fatto per tappe.

Simone Di Nasso
Ho visto che la nostra azienda ha un respiro mondiale, siamo presenti in tantissimi settori. Mi sono reso conto che quando dico quello che fa l’azienda c’è un grandissimo interesse e suscita anche orgoglio cittadino. Pubblicando post di ingegneria civile, inerenti Laviosa, sul mio profilo Linkedin ho verificato che ci sono sempre molte visualizzazioni da varie parti del mondo. Vedo che c’è attenzione e quindi valorizziamola.

Simona Manfredini
Trovo molto interessante l’idea di intervistare la Laviosa in tutte le sue personificazioni. Io ho le idee poco chiare sulla ampiezza dell’attività Laviosa e ci sono tanti personaggi che secondo me hanno tantissimo da raccontare su cos’è la Laviosa, sulla loro realtà lavorativa, sui loro ricordi nel contesto dell’azienda. Condivido l’idea di dare uno spazio alle persone che la rappresentano nel mondo.

Potrebbe avere un senso ospitare all’interno di Laviosa Informa una rubrica che racconti i mestieri della Laviosa?

Giovanni Laviosa
Mi sembra un’ottima idea. L’obbiettivo è che Laviosa informa non si finalizzi in una lettura individuale, deve avere caratteristiche che ampliano le possibilità di lettura, quello che succede nella fabbrica corredato da riflessioni più ampie e da notizie di carattere culturale che magari attraverso l’intervista parlino dei mestieri. Utilizzare Laviosa Informa per parlare di argomenti che permettono riflessioni più ampie sul lavoro.

Vorrei sottolineare l’importanza dell’intervista in quanto facilitatrice della comunicazione. Non tutti hanno dimestichezza a scrivere al di fuori del proprio campo di competenza ma tutti possono avere delle cose importanti da dire. Utilizzare l’intervista può facilitare la comunicazione.

Avete altre idee per la diffusione del magazine?

Piero Starita
Fornitori, clienti significano un intero insieme di soggetti. Certi settori industriali o di certi settori associativi sono il normale ambito di diffusione.

Simone di Nasso
Credo molto nell’ambito scolastico, abbiamo un dovere per le future generazioni. Tutti i canali: emeroteche, biblioteche, scuole vanno utilizzati. Inoltre una diffusione in questo senso può un domani creare occasioni per le future generazioni di presentare validi curricula all’azienda.

Simona. Manfredini
A Livorno ci sono dei luoghi di aggregazione giovanile che, oltre alle categorie che citava Simone, possono essere canali di divulgazione ma anche una fonte d’ispirazione per Laviosa informa. Sarebbe interessante creare una sorta di alleanza giornalistica con Il Tirreno o altre testate locali dove trovare, in certe occasioni, degli inserti provenienti da Laviosa Informa.

Intervista a cura di Serafino Fasulo

Fondazione Laviosa