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Verso la metà del 1800, dopo secoli di studi sui risultati provocati dal far convogliare la luce su una superficie attraverso un foro, grazie alla scoperta di materiali fotosensibili, nacque la fotografia. Spesso ridotta a mezzo per registrare la realtà, la fotografia faticherà a trovare una sua dignità tra i linguaggi creativi. Ad essa venne riconosciuto il merito di liberare la pittura dalla necessità di riproduzione del reale e non è casuale che correnti come quella impressionista e macchiaiola siano coeve della diffusione dell’apparecchio fotografico. Nella contemporaneità spesso si sono rovesciati i parametri e la fotografia si è svincolata dalla necessità di riproduzione del reale per dar spazio ad istanze autoriali. Oggi la macchina fotografica è spesso usata come supporto per esigenze artistiche. Senza niente togliere all’importanza di percorsi creativi, ci piace proporre il far fotografia come uno sguardo sulla realtà che trova la sua originalità non tanto nel trasformarla sospinti da un’esigenza artistica ma nel desiderio di ricerca di nuovi punti di vista, di angolazioni che mettono in crisi il banale, l’ovvio, il codificato.

La Fondazione C. Laviosa, con il progetto “Fotografia e Mondo del Lavoro”, avvia un percorso che, partendo da uno strumento capace di registrare lo spazio circostante grazie all’effetto della luce, vuole approdare piuttosto alla messa in luce di aspetti relativi al concetto di osservazione. Lo scopo che il progetto si è dato è pertanto quello di diffusione di un linguaggio attraverso l’incontro con autori, percorsi didattici, ricerca. Non interessano il “clik” fotografico come testimonianza di una superficiale esigenza tassonomica di un passaggio, né la ricerca estetizzante o sensazionale di un concetto di “bello” standardizzato, né il compiacimento artistico spesso derivante da una manipolazione della materia ma uno sguardo capace di sorprendere e di sorprendersi attraverso la comprensione dell’altro da sé, che si tratti di paesaggio con o senza figure. Una fotografia etica che nasca dal desiderio di mettersi in connessione con l’immagine, frutto cioè dell’empatia tra fotografo e soggetto.

Il progetto ha trovato un partner convinto nell’Amministrazione Comunale che ha messo a disposizione competenze, spazi e risorse. La prima tappa del nostro percorso ha riguardato, attraverso il concorso “Fotografia e mondo del lavoro”, il mondo dei cantieri navali, con particolare attenzione alla vela. Non poteva essere altrimenti, il mare è la grande risorsa di Livorno, i commerci e gli incontri di culture che il mare ha generato sono i pilastri portanti della città. L’imbarcazione è il contenitore ed il contenuto di uno sviluppo che cominciò col gonfiarsi delle vele e con lo sbattere dei remi sull’acqua per poi produrre il rumore dei motori. Che l’acqua non separa, lo dimostra la copiosa partecipazione di concorrenti di tutt’Italia, con invii di immagini anche dalla Tunisia e dall’India, alla prima edizione di “Fotografia e mondo del lavoro: cantieri velici, cantieri nautici e correlati”.

Al primo concorso della Fondazione Carlo Laviosa ha fatto seguito un’importante mostra dedicata alla grande fotografa siciliana Letizia Battaglia. Con l’autrice sono state selezionate 50 foto che la raccontassero a tutto tondo. Erano presenti gli scatti drammatici effettuati negli anni ’80 che raccontano i delitti di mafia ma anche la Palermo amata da Letizia, quella dei bambini, di chi ha diritto alla speranza. La mostra è stata accolta con entusiasmo e alla presentazione con la presenza dell’autrice un pubblico di tutte le età, numeroso e attento ha omaggiato una delle più acute testimoni del nostro tempo. La mostra ha avuto luogo a I Granai di Villa Mimbelli di Livorno nei mesi di gennaio-febbraio-marzo, 2019.

Dopo la mostra dedicata a Letizia Battaglia la Fondazione Carlo Laviosa ha avuto il piacere di ospitare la celebre fotografa per il workshop “Paesaggi, passioni e contaminazioni”. Venti partecipanti hanno seguito Letizia Battaglia durante tre intense giornate di lavoro.

Questo workshop non è stato l’unico, vanno ricordati gli incontri con Marco Barsanti dedicati allo studio dei programmi di fotoritocco “Lightroom” e “Photoshop”.

La seconda edizione del concorso, nei mesi settembre e ottobre 2019, ha proposto un argomento che riguarda il vivere umano su scala planetaria: “Come l’industria interagisce con il paesaggio e la vita sociale”. La Laviosa Chimica Mineraria, della quale la Fondazione Carlo Laviosa è emanazione, da sempre si pone interrogativi di carattere etico atti a migliorare il rapporto tra industria e ambiente, tra industria e forza lavoro. Il tema del concorso ha voluto pertanto stimolare lo sguardo dei fotografi sull’incidenza che l’industria ha sulle abitudini, i costumi, l’urbanistica, l’economia e ovviamente il paesaggio. Le foto selezionate sono state esposte a I Granai di Villa Mimbelli di Livorno e nella galleria-libreria Tour di Babel, nel cuore del quartiere Marais di Parigi.

Un discorso a parte merita la conclusione del laboratorio didattico e produttivo che ha avuto come tutor uno dei più apprezzati fotoreporter italiani, Ivo Saglietti, tre volte insignito del World Press Photo Award. Il percorso, annunciato già nello scorso Annual Report, si è concluso con la mostra “Volontariato” che ha avuto luogo, dal 7 dicembre 2019 al il 5 gennaio 2020, nei locali de I Granai di Villa Mimbelli. È un caso straordinario che questi prestigiosi spazi espositivi comunali siano stati messi per ben tre volte nell’arco di un anno a disposizione delle iniziative della Fondazione ed è una inconfutabile dimostrazione di quanto il Comune di Livorno creda nel nostro operato e nella qualità delle nostre proposte.

L’anno 2020 era iniziato, per quanto riguarda le attività della Fondazione, con l’entusiasmo dovuto a “Life’s a beach”, mostra dedicata a Martin Parr e realizzata in collaborazione con la celebre agenzia Magnum di Parigi ed il Comune di Livorno. Il manifestarsi ed estendersi del Covid-19 hanno cambiato i programmi. La vita culturale si è bloccata o è stata relegata ai collegamenti on line. È stata determinante la volontà dell’Amministrazione Comunale di Livorno affinché si realizzasse la terza edizione del concorso “Fotografia e mondo del lavoro”. Proponendo un tema circoscritto alla città, “Il lavoro a Livorno nonostante il Covid-19” si è inteso ringraziare tutte quelle persone che con il loro operato hanno permesso a chi guardava dalle finestre le strade deserte, ed eravamo i più, di continuare ad avere i servizi essenziali per il vivere quotidiano. Il concorso ha avuto luogo anche grazie ai fotografi che hanno testimoniato un momento drammatico e vitale al tempo stesso.

Attendendo Martin Parr, auspichiamo future iniziative con nuove tematiche che, attraverso un’indagine sul mondo del lavoro, sempre più vedano partecipanti da ogni dove, perché il lavoro è il terreno di comprensione della disparità di condizione tra paese e paese, perché parlare di lavoro significa riflettere sull’energia primaria della quale l’umanità dispone e sul concetto di democrazia. La fotografia può dare il suo contributo.

 

Serafino Fasulo

Art Director

Fondazione C. Laviosa

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